05 maggio 2011

Parigi con bimbi (piccoli)

Prima di andare a Parigi con Emma (15 mesi) ho letto e saputo da diversi fonti che viene ritenuta una città "anti-bimbi". Io, sinceramente, non condivido questa opinione perchè abitiamo in una Mecca dell'anti-bimbo: Milano!. A Milano ci si può preparare per fare fronte a qualsiasi posto "anti-bimbo" del mondo, secondo me (questa situazione merita un post a parte...). 

Prima della partenza avevo fatto una selezione di posti che potevamo visitare con Emma: il bosco di Vincennes, la Ménagerie e il Jardin des Plantes, il Giardino delle Tuileries, Les Halles e il Centre Pompidou (se si è architetto, ogni volta che si va a Parigi è una specie di luogo sacro, a parte che conta con una sezione dedicata ai bambini). Il Parco della Villette con tutti i suoi "parchi" e giardini (anche questo posto è di alto interesse architettonico), lì stesso si trova la Citè des enfants, uno spazio dedicato assolutamente ai bimbi, anche se una mia conoscente mi ha detto che la esperienza in questo posto migliora molto se il bimbo che la visita ha più di 2 anni perchè tutte le visite sono guidate, con animatori e coinvolgono molte attività che a un bimbo più piccolo non va tanto di seguire. Da qualche parte ho letto anche che il Jardin d'acclimation era caldamente consigliato e avevo serie intenzioni di andarci, solo che la visita è stata scambiata con un'invito con  biglietto d'ingresso gratis al Salone del Libro Antico dal Grand Palais. Avevo anche in mente i Giardini di Lussemburgo perchè delle volte precedenti che sono stata a Parigi mi ricordavo che una volta ero stata lì parecchio tempo a osservare i bimbi che spingevano delle barchette nella fontana centrale, che lì abitano anche delle simpatiche papere e dei piccioni grossi grossi che sicuramente sarebbero piaciuti tanto a mia figlia. Poi, avevo anche in mente che per quanto Parigi potesse risultare "ostile", c'è sempre un parchetto a portata di mano, come le fermate della metro' parigina. Prima di Emma non ero mai entrata a questi "recinti", questa volta li abbiamo sfruttati parecchio e devo dire che ho avuto una impressione molto gradevole: i parchi sono grandi e suddivisi in diversi sezioni dove trovi giocchi d'accordo all'età dei bambini, tutti sono in abbastanza buone condizioni -puliti e senza troppi personaggi strani-, c'era pure la sabbia! : )
Da Les Halles, dove stanno mettendo tutto sotto-sopra, è venuta fuori una zona giocchi bellissima proprio davanti alla chiesa di Saint Eustache, lì si trova uno scivolo a forma di barca dei pirati molto grossa che ha tenuta impegnata Emma per circa un paio d'ore. 

A Parigi c'è anche l'acquario e un parco che mi sono dimenticata nel post in spagnolo, il Parco Andrè Citroën.
È vero che la metro' è molto "ostile" e ci siamo preparati -qualsiasi metro' del mondo è ostile, anche per gli adulti-, avevamo già preso un passeggino ultra-leggero, che si piega in un batter d'occhio e che è quasi tascabile. È vero che abbiamo dovuto tenere Emma tanto in braccio, poi lei ormai non ama più lo sling o qualsiasi aggeggio per tenerla su e meno male ha un paio di genitori con delle braccia molto forti e una schiena a prova di tutto. Avevamo anche la minaccia mal tempo e per quello avevo pensato anche di andare al Museo d'Orsay. Durante una visita a un museo con un bimbo piccolo bisogna scordarsi che ci si potrà astraere della realtà per godersi le opere sposte, anzi, bisogna inventarsi delle storie davanti a cose come "Colazione sull'erba" di Manet, ecc. Poi, questo è inutile che lo dica, ma avanza davvero entrare in un museo e stare lì a dire "non correre", "non toccare", "no... no... nooooooooo". Io provo sempre a non dire tanto no e mi stanno sulle palle le mamme che al parco dicono sempre NO con l'idea di "educare". Mah... ognuno le sue idee sull'educazione. Poi ognuno sa le creature che ha per figli e se i no davvero funzionano o no.  

Abbiamo la grandissima fortuna che Emma ama viaggiare ed entra in "modalità viaggio" subito, non diventa rognosa nè piangiona, ha sempre molta curiosità e interesse per tutto, dorme in qualsiasi posizione e sotto qualsiase condizione ambientale se ha tanto sonno (rumore, luce, ecc.). Mangia assolutamente di tutto, e quando digo TUTTO, è veramente TUTTO. Perciò bisogna stare attenti a non mangiare schifezze nemmeno noi perchè poi le vuole anche lei, e così ha assaggiato l'Orangina, i pastrugni Doritos Nachos, il cioccolato nero, le gauffres, le crepes, tutte le croissant che ci stavano in corpo, e via così. 
Sente poco la mancanza di casa e delle sue cose, da quello che ho visto, adora stare in case nuove (che non conosce). A Parigi abbiamo preso in affitto un piccolo appartamento, con Emma preferiamo questo tipo di sistemazione perchè ci danno più sicurezza e ci troviamo più al nostro agio.In qualche modo ci sentiamo più "a casa" che in un'albergo. Di questa casa Emma è diventata fan del bagno... ogni volta che rientravamo andava subito a trovare il bagno.

Per il discorso cambio pannolino, sono diventata una vera artista per cambiarla in piedi, 2 mosse ed è fatto. Anche se devo dire che in tutti i posti che ho menzionato sopra (tranne che i parchetti di quartiere) troverete sempre delle postazioni per cambio pannolino in condizioni abbastanza decenti. 
Questa volta non abbiamo portato il lettino pieghevole di Emma perchè già noi stessi eravamo "piegati" da un paio di valige, i propri zaini, il passeggino, il borsone di Emma e la Emma stessa. Ha dormito con noi e devo dire che da qualche mese ho superato il mio terrore di farla dormire tra di noi, a casa torna sempre a dormire al suo letto lo stesso. Fa sempre un po' di fatica tornarci, certamente, dormire 4 giorni tra i genitori e poi ritrovarsi sola soletta nel suo letto capisco sia bruttino. Queste notti ha chiamato e l'abbiamo riportata da noi, bisogna dargli un po' di tempo per ri-abituarsi. 
Poi, non abbiamo neanche portato la vaschetta gonfiabile per fargli il bagnetto perchè, da brava persona, l'ho messa in uno scattolone che poi abbiamo piazzato nella cantina più buia e lontana del nostro palazzo e solo uscirà da lì per motivi di FORZA MAGGIORE hehehe... non mi ricordo ne' lo scattolone dove l'ho messa e nessuno ha voglia di andare a spulciare scattoloni solo per una vaschetta. Abbiamo lavata Emma in doccia, sapevamo che non sarebbe stato piacevole ma l'abbiamo fatto lo stesso, abbiamo pensato di poter lavarla nel lavabo -troppo picollo- e anche nel lavello della cucina... finalmente abbiamo fatto in fretta in doccia. 

Sugli aeri non ho più paura da quando ho fatto un volo intercontinentale con Emma che aveva quasi 6 mesi. Sono d'accordo che non è una cosa da tutti i giorni ma non è neanche qualcosa di terribile.Emma capisce che si trova su un'aereo. Non saliamo sull'aereo neanche con tutto il suo parco giochi, la verità e che ci arrangiamo con quello che c'è: il giornale dell'aereo, il catalogo vendite dell'aereo, l'agenda della mamma, le penne della mamma, gli occhiali del papà, le cinture varie, i finestrini, ecc. 


Bimbi "grandi" su un gioco per bimbi "grandi" nel Giardino delle Tuileries.
Menage du dodo - Jardin des Plantes
Emma "nascosta" sul barco dei pirati del parco a Les Halles. E tutti chiediamo: "Dov'è Emma?" : )
Emma e un paio di uccellini che condividono una gauffre ai giardini di Lussemburgo. 

Parigi è una città molto raccomandabili per i bambini e genitori con braccia molto forti : )
Non aspettavo diversamente visto la quantità di bimbi che sfornano i francesi... 

1 commento:

  1. La foto de Emma con los pájaros compartiendo un gofre es preciosa!!!
    Un saludo.

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