23 novembre 2010

Un po' della nostra storia

Il nostro gatto quando anche lui aveva una vita spensierata.
Gato en caja. 

Questo post rischia di diventare pericolosamente lungo, ultimamente sto mettendo a prova le mie capacità di dire tanto con poche parole, tutte buone ed effettive, vediamo se funziona.

Sono sbarcata a Malpensa qualche anno fa, a luglio, un giorno afoso, con destinazione finale Firenze, neo-laureta in architettura, mille carte e lettere in valigia, pronta per seguire un corso di restauro. Avevo seguito un corso d'italiano che appena arrivata si è rivelato inutile: io parlavo, non capivano; gli italiani parlavano, io non capivo, ecc. 

Firenze era la mia seconda scelta, la prima era Barcellona. Ora che ci penso, credo che sono arrivata in Italia per manovre scure del mio destino. A Milano avevo il mio unico contatto italiano, conosciuto su ICQ, un ragazzo simpatico, una vera rarità, uno di quelli che a 30 anni non abitano più dai genitori. La mamma di lui, comunque, mi offre una stanza da lei... non si sa mai... ah!... io con la risata dietro i denti. Il mio primo contatto con LA MAMMA ITALIANA. La risata ce l'avevo dietro i denti perchè per me era normale (dico era ora non lo è più) che una persona maggiorenne abitassi per conto suo. Io non abitavo più dai miei da un pezzo, da quando ho iniziato l'università, perciò, stare da lui mi sembrava la cosa più naturale del mondo. Se fossi venuto da me, magari gli toccava lavarsi la tazza per la colazione o anche farsi la colazione seduto sul marciapiede davanti al supermercatino sotto casa: merendina confezionata e yogurt da bere. Sicuramente doveva portarsi il sacco a pelo da buttare dove capitassi, fare coda per lavarsi i denti. Se avessi avuto bisogno, chiedere in prestito lo spazzolino e, se per caso gli veniva voglia di stirare, magari gli toccava stirare qualcosa degli altri abitanti della casa, stirare è una cosa odiosa e nessuno lo vuole fare MAI. 

Passavano i mesi, il corso di restauro andava, i miei nuovi amici a Firenze erano tutti americani, messicani, colombiani, nessuno era italiano. Sono venuta a Firenze per perfezionare l'inglese : )
È arrivata la ora di tornare a casa e me ne sono andata con un milanese nel cuore. Ho cominciato a lavorare da me, lavori belli come non ho mai avuto più da quando sono arrivata in Italia, lui veniva a trovarmi, io facevo la stessa cosa. Ore a fare tickle-tickle sulla tastiera della laptop, telefonate transoceaniche, allora non c'era Skype, nemmeno Facebook... immaginatevi i nostri contatti preistorici... Trovo uno stage, a Milano, chi cerca trova, eccomi qua un'altra volta. Tutti sappiamo come sono gli stage in Italia, allora io non lo sapevo, orrore/errore. Perfeziono l'italiano, finalmente, grazie al milanese del mio cuore. Finisce lo stage, voglio tanto bene lui ma sono stuffa dello stage, che non mi pagano tranne che il biglietto del tram (bleah, quello me lo potevo pagare io da sola, grazie), della burocrazia, dei negozi che non aprono la domenica, degli orari come da refettorio che offrono i ristoranti per mangiare, se ti viene fame di domenica alle 15.00... ciao... a parte tramezzini secchi al bar e piadine secche uguali, niente. Ora quasi mi sento sollevata perchè peggio lo sono i francesi, dopo le 14.00 solo boissons e si stringa forte lo stomaco fino alle 18.00, merci madame
Sono rientrata a casa, con un piano da matrimonio da svolgere in trecento e qualcosa giorni. Ho trovato un'altro bel lavoro la' da me, ho lavorato e imparato tanto, tanto da permettermi un matrimonio altrove. 
Torno in Italia per la terza volta, questa volta con i miei genitori e una valigia che contiene il mio corredo da sposa. Surreale. 

Ci sposiamo, mettiamo su casa, ci prendiamo un gatto, allora sono pazzescamente in gamba, trovo un lavoro preso uno studio con un nome che "fa curriculum", noi ci divertiamo un sacco, viaggiamo molto, mangiamo a Lione e magari ci svegliamo a San Francisco. Noi non eravamo mai in casa. 

Quattro anni e qualche mese dopo sentiamo il richiamo della natura, la riproduzione. Allora questo richiamo esiste!.

Quindi, è arrivata Emma : )

1 commento:

  1. Per niente lunga, del tutto efficace. Ti seguo da pochissimo, ma mi piace molto il tuo blog, mi è piaciuta tanto la tua storia.
    Mi presento, piacere, io sono Daniela.
    A Firenze io ci ho abitato 13 anni. Amici fiorentini? 0. Amici del mondo? 1000. Chissà perchè? ;-)

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