24 novembre 2010

Bigliettini - Auguri di Natale

La mamma e la figlia non riusciamo a star mai senza fare qualcosa. Poi quando è nata Emma mi sono sorpresa che così piccola avessi tanta voglia di fare. Ancora non capisco bene cosa voleva fare allora, ma agitava tanto i suoi piedini, le manine, occhioni sempre attenti, molto aperti. Ora che è più grande, si sposta da sola (gattonando, ovviamente), prende le cose che vuole, si limona assoluttamento tutto quello che trova, insegue il gatto, ecc. La sua voglia di fare ha finalmente uno scopo, anche se vuole sempre fare di più, certamente.
All'inizio della nostra convivenza io ero sotto shock del fatto di avere una neonata così movimentata, insomma, nell'immaginario collettivo i neonati dormono e mangiano, sono soporiferi, guardano l'infinito, mica hanno VERA VOGLIA DI FARE.
In una delle mille telefonate transoceaniche che facevo a mia madre lamentandomi con amarezza dell'attività di Emma a scarse settimane della sua nascita, mi ha detto: "Tu sei proprio uguale. Dimmi, fai pisoli di giorno? (No, ho risposto io), Ti siedi sul divano almeno 5 minuti e lasci la mente in bianco? (Ma dai... che c'entra?, chi ha voglia di mettersi così sul divano, scherzi??, appena mi siedo, la Emma urla!); Fai la pigra, cioè, ti butti nel letto solo per la voglia di buttarli a fare niente, guardi l'infinito e oltre, ti rilassi? (Che palle mamma, OVVIAMENTE CHE NON FACCIO QUELLE COSE!, QUANDO LE FACCIO?). 
Mia madre finalmente ha dato il suo verdetto: Ecco, Emma vuole fare cose perchè TU fai sempre cose, da quando era in pancia ti conosce già, te la sei portata in giro su e giù, meno di un paio di mesi fa mi risulta che abbia scalato il colle della Fourvière... Vabbe', sì, sono salita marcia indietro sul colle della Fourvière -sono salita marcia indietro perchè era molto complicato fare come le persone normale con un pancione di 34 settimane addosso- e mi sono anche fatta le serate alla festa delle luci a Lione, mi sentivo partorire. Belli ricordi, comunque : )

Ecco, come facciamo sempre qualcosa, questi giorni stiamo facendo bigliettini per fare gli auguri di Natale ai nostri amici. Prima mi era venuta un'idea che ora giudico "malata", anche se non lo è in assoluto e potrebbe anche essere una bella scelta per chi non pensa alle conseguenze in modo tortuoso come lo faccio io. Guardando questo sito mi è venuta in mente l'idea di fare gli auguri di Natale ai nostri cari e amici con una foto del visino adorato di Emma. Non trovavo che ci fosse qualcosa migliore per condividere la nostra gioia e speranza con questo viso che tanto amiamo, il suo sorriso contagioso, i suoi occhioni vispi; per noi, i suoi genitori, lei rappresenta il meglio di ognuno. Ma... non l'ho più fatto e l'idea ogni volta mi è sembrata più scura solo di pensare al visino di mia figlia appeso a una lavagna di sughero, con lo spillo sulla guancia; Emma con una brutta calamita sporca di grasso di cucina sul frigo, per non descrivere il destino peggiore di questo carissimo viso somerso di altre cartacce in cassetti al buio... che poi, tutti sappiamo la fine che fanno queste cartacce dopo un po', non voglio neanche scriverlo. 
Io penso che un viso sia importantissimo, dice Lewis Carroll sui visi che (qui farò una mia liberissima traduzione dallo spagnolo perchè la citazione la conosco in spagnolo) "In generale, sono visi davanti ai quali passiamo e non ci rendiamo conto". Orhan Pamuk aggiunge che (un'altra traduzione liberissima, a Pamuk lo posso leggere solo tradotto allo spagnolo, in italiano non mi piace, chiedo scusa) "Che cosa può esserci di più rivelatore, più gratificante, che sveglia la nostra curiosità che un viso in una fotografía, un documento che nasconde la espressione del viso di una persona?".
Io dico che le nostre facce sono tesori. Non saprei chi altro sarebbe capace di attesorare come faccio io il viso di mia figlia.

Allora ho deciso di fare i biglietti  io stessa con il materiale che mi è avanzato delle bomboniere del battesimo di Emma. Io ho pochi cassetti, conservo poche cose, tra le cose che conservo sono rittagli di carta, confezioni di carta o cartone con stampe particolari, foglie di giornali in lingue diverse, pezzi di carta da regalo che mi piacciono, ecc. Da mia madre ho imparato a fare di tutto con qualsiasi cosa quindi, non mi formalizzo troppo con i materiali che mi servono per fare questi bigliettini, il cartoncino arancio va benissimo, così come il pezzo di sacchettino di carta blu con pois bianchi ben può diventare un cielo nevicato di una notte invernale. 




La carta marrone di cui sono fatte tanti sacchetti di tanti negozi ha gli usi più sorprendenti ed è anche camaleonica, può prendere qualsiasi forma.
Per fare i nostri biglietti natalizi basta pochissimo:

  • Cartoncino o carta di almeno 300 grs. Lo spessore della carta è importante, il bigliettino dev'essere resistente.
  • Ritagli di carta stampata e/o colorata. Qualsiasi dimensione, qualsiasi spessore. 
  • Colla (Pritt, Uhu o la mia preferita: Vinavil)
  • Forbici
  • Tanta fantasia, voglia di Natale e tutta l'ispirazione del mondo.

Alcuni siti da dove prendere spunto:
Poppytalk. Proprio oggi hanno postato queste ricamate, bellissime!!

Io direi che per condividere la nostra gioia e speranza, sono molto meglio questi bigliettini, che comunque hanno tanto di noi, a una foto dei nostri visi più cari stampata e sparpagliata per mezzo mondo.

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